La terra che trema a Pozzuoli ci ricorda che la Natura è imprevedibile e può davvero cambiare le carte in tavola nel giro di pochi secondi. Ma pur essendo un paese sismico non ne abbiamo abbastanza consapevolezza salvo ricordarcelo in occasione di eventi catastrofici. La terra dei Campi Flegrei, che già greci e romani scelsero di abitare, si sta sollevando di un centimetro al mese da diversi anni per effetto del fenomeno millenario del bradisismo. La scossa del 31 luglio di intensità 4.7 della scala Richter ha suonato in un certo senso la sveglia trovandoci ancora una volta impreparati. I danni sono stanti ingenti, sono stati sgomberati 215 edifici e ci sono 1.322 famiglie senza una casa ma la maggioranza ha trovato una sistemazione autonoma potendo contare sulla solidarietà familiare che qui al Sud è pane quotidiano... Ma i problemi restano e dovranno essere affrontati, presto si spera. Ma se il terremoto di per sè è un fatto naturale che non può essere previsto, non sono imprevedibili gli incendi che continuano a devastare il nostro paesaggio. Il Salento brucia e in questa estate rovente sono andati lateralmente in fumo centinaia di ettari di macchia mediterranea: dal litorale di Ugento a Ruffano in località Madonna della Serra, alla Serra dei Cianci ad Alessano per non parlare del rogo che ha letteralmente divorato sei ettari di pineta sulla sabbia dorata di Rivabella e Padula bianca a Gallipoli e l’entroterra della marina di San Cataldo. Davanti ad una vera emergenza che dovrebbe prevedere pene severissime ma soprattutto una prevenzione adeguata servendosi anche di droni e di sistemi tecnologici, di fatto anche qui siamo impotenti. Ed è paradossale che i Canadair siano di base solo in tre città, Genova, Roma e Lamezia Terme e che nel momento in cui scoppia un incendio bisogna aspettare che i mezzi partano e raggiungano i luoghi interessati. Il fattore tempo, con le condizioni meteo avverse (guarda caso gli incendi divampano sempre quando spira forte il vento) è fondamentale per un intervento celere ed efficace. Si trovano e si stabiliscono le risorse per le armi e non per fare prevenzione e tutelare il territorio... eppure c’è un articolo, il nono della Costituzione che recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.» Che articolo meraviglioso ma tristemente incompiuto. Cosa stiamo facendo noi per attuare questo articolo? per non parlare degli altri, lettera muta?! Quando continuando a cementificare le nostre città, ad abbattere indiscriminatamente gli alberi e a desertificare il paesaggio non potremo più vivere, forse, solo allora capiremo ciò che Einstein disse a proposito dell’atomica ma vale per tutto: «L'uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi». E non siamo topi.(an.fu.)
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