SANDOS
LA MATERIA PARLA DI ANIMA
La materia, nelle opere di Sandos, non è mai semplice materia.
È memoria, ferita, trasformazione.
È il punto in cui ciò che è visibile incontra ciò che non può essere visto.
Argilla, gesso, resina, vetro, elementi naturali e pigmenti diventano strumenti attraverso i quali l'artista cerca di dare una forma all'invisibile: l'Anima.
Sandos non modella semplicemente una superficie. La attraversa, la incide, la stratifica, la rompe e la ricompone. Ogni asperità diventa una traccia, ogni rilievo una presenza, ogni frattura un racconto.
La sua è una ricerca che parte dal corpo della materia per arrivare alla dimensione più profonda dell'essere.
La materia diventa così linguaggio.
E il linguaggio diventa coscienza.
Nelle sue pittosculture, il mito, la natura e l'uomo dialogano continuamente. Figure archetipiche e simboli ancestrali emergono dalla superficie come se fossero rimasti sepolti nella materia in attesa di essere riscoperti.
È qui che nasce la poetica di Sandos: Oltre la superficie.
Perché ciò che vediamo è soltanto il primo livello dell'opera.
Il secondo è quello che sentiamo.
Il terzo è quello che l'opera riesce a risvegliare dentro di noi.
Sandos non chiede alla materia di rappresentare l'Anima.
Le chiede di farla parlare.
E quando la materia comincia a parlare, l'arte smette di essere soltanto immagine.
Diventa esperienza.
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l'arte materica che sa emozionare
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