Dovremo ricordarlo più spesso che il nostro Bel Paese svetta in alto alla classifica mondiale con oltre 61 siti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Sono difatti 55 i beni culturali e 6 beni naturali, dai centri storici delle grandi città d'arte ai paesaggi unici come le Dolomiti e le Isole Eolie e trentadue sono i siti candidati nella lista dei patrimoni dell’umanità tra i quali l’arcipelago della Maddalena, i Campi Fregrei, la Cascata delle Marmore, le grotte carsiche della Puglia– la Grotta dei Cervi, la grotta Romanelli, la Grotta delle Veneri – il barocco leccese e il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini nell’Italia medioevale, le ville della nobiltà pontificia nel Lazio, le murge di Altamura, i bacini marmiferi di Carrara, solo per citarne alcuni. Una lunga digressione per ribadire l’importanza naturalistica, culturale e artistica dell’Italia e ricordare altresì l’importanza di conservare e tutelare questo immenso patrimonio sotto il cui cielo viviamo. E ben vengano progetti di recupero e rigenerazione urbana come è accaduto per l’ex Mercato coperto di Pietrasanta che, dallo scorso giugno, è stato restituito alla collettività come Museo Mitoraj, grazie alla donazione delle opere del maestro polacco, gestita dalla Fondazione Igor Mitoraj. Il Museo Mitoraj si configura come un polo di attrazione che promuove la scultura contemporanea internazionale nel luogo in cui Mitoraj ha passato gran parte della sua vita, realizzando opere in collaborazione con gli artigiani di Pietrasanta. E quasi in continuità, grazie al mecenatismo della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici dopo sei anni il complesso monumentale di Sant’Agostino è stato consegnato alla città di Pietrasanta. Durante il restauro è stata scoperta la straordinaria varietà di materiali lapidei utilizzati nella costruzione della facciata quattrocentesca della chiesa per cui il prospetto di Sant'Agostino risulta essere un autentico "atlante dei marmi delle Apuane". Tra gli elementi di maggiore interesse figura inoltre il recupero della lunetta bronzea realizzata proprio da Igor Mitoraj, restituita al suo splendore originario proprio nell'anno in cui apre il Museo Mitoraj. Quasi un cerchio che si chiude nel segno della bellezza e della sensibilità che dovrebbero sottendere le azioni del genere umano. Se è umano. Di sicuro non lo è chi, invaso dalla follia del potere continua a distruggere e a seminare morte perpetrando un genocidio che ha tolto la vita ad oltre ventimila bambini, ferendone oltre quarantacinquemila con l’obiettivo di cancellare la popolazione palestinese a Gaza. Un abominio che condanniamo e che vorremmo si fermasse all’istante perchè chi uccide i bambini, uccide il futuro dell’Umanità. (an.fu.)
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